Non so se la storia è nota o meno, ma è accaduto, accadeva, e forse accade ancora, che alle prigioniere della dittatura (argentina) che fossero incinte, venissero sottratti i figli appena dopo il parto, prima di ucciderle.
La storia di Hijos è questa: una madre che partorisce nel 1977 e che poi viene prelevata da due soldati; due bambini dentro di lei, il secondo (anzi, la seconda) viene salvata dalle mani dei Generali grazie alla complicità dell’ostetrica che deve consegnare il primo nato ai militari.
Dopo più di 20 anni Maria, la bimba, va in Italia a cercare il fratello, rubato dall’aguzzino della madre.
Parte da qui Marco Bechis e dipana la storia di Javier, travolto dalla notizia sulla incertezza delle sue origini, e delle sue reazioni alla certezza sempre maggiore della sua vera identità. Il film è lento al punto giusto, violento senza essere esplicito quando si tratta della dittatura, e apertamente sordido quando descrive i genitori “adottivi”.
Hijos – 2001
Regia: Marco Bechis
Cast: Carlos Echevarría, Julia Sarano, Stefania Sandrelli
Min: 92
Ohi, L. mi ha detto vacci, un gran bel film, la musica ti prende un mucchio, bello.
L. è una persona sensibile, quasi sempre i nostri gusti cinematografici coincidono. Per cui mi sono armata di pazienza, ho ignorato il fatto che la regia fosse di Pupi Avati, e sono andata...
Ma non mi sono divertita.
Anzi, non è che il film sia palloso, che non si veda l’ora di arrivare alla fine, che innervosisca... semplicemente è vuoto, non dice nulla, nulla di nulla. Non ci ho trovato neanche un contenuto ben approfondito... Gelosia: accennata; Invidia: accennata; Amore: accennato; Sesso: accennato anche senza motivo; Musica: accennata; Bologna: accennata; etc ect.
Attori bravi non se ne vedono: la bella Vittoria Puccino fa solo una parte fredda e senza passione e, come se non bastasse, Avati le fa dei gran primi piani del fondoschiena; il trombettista Claudio Santamaria e il sassofonista Paolo Briguglia non hanno spessore e il primo ha sempre una espressione stupita e ammiccante che è quasi fastidiosa. Per carità, il film è ben girato, gli attori son ben diretti, la fotografia è ben fatta... tutto a posto, ma senza cuore.
Ma quando arrivano le ragazze? - 2004
Regia: Pupi Avati
Cast:Vittoria Puccino, Claudio Santamaria, Paolo Briguglia
Min: 146
Dopo Million Dollar Baby pensavo che avrei aspettato un po’ a rientrare in un cinema... per sentirne più a lungo il sapore di un film che ha dentro tutto... quindi sabato pomeriggio esco di casa un po’ frastornata e vado a piedi verso il centro, decisa a fare un giro in libreria... ma Milano, al solito, di sabato è un grande ipermercato... cerco rifugio all’Eliseo, sala Scorsese.
Sideways è un gran bel film, ho riso, mi sono un po’ commossa e anche molto intristita rendendomi conto di quanto mi identifico nel protagonista: un po’ depresso, incollato al suo passato, eternamente infantile, moralista e insicuro... sono io, pensavo...
Trama.
Una settimana di vacanza di Miles e Jack, due trentacinquenni, amici fin dal liceo. Jack deve sposarsi sabato e i due decidono di fare un tour nella zona di Santa Barbara (California) fra degustazioni di vini, golf e buon cibo.
Però Jack ha altre intenzioni per la settimana prima del suo matrimonio: donne! Quindi lascia da solo l’amico spesso e volentieri. Miles intanto pensa alla sua vita, si innamora lentamente di Maya e cerca di barcamenarsi fra il suo passato e il suo presente, le sue insicurezze e le sue aspirazioni.
Una bella analogia fra la sua vita e quella dell’uva Pinot Nero è la parte forse più emozionante del film.
Sideways - 2004
Regia: Alexander Payne
Cast: Paul Giamatti, Thomas Haden Church, Virginia Madsen
Min: 123
Padre Puglisi, una storia vecchia, del 1993... alcuni della mia età neanche la ricordano... io invece ricordo un'immagine del TIGGI con un cadavere steso a terra, di schiena, vestito da prete... chissà se era lui...
Roberto Faenza è un regista che non amo, Marianna Ucría è un film fatto troppo male per potersi ricredere alle prove di regia successive, ma mi sono goduta il suo Alla luce del sole in maniera totalmente istintiva.
Elisa poi mi ha fatto ripensare ad alcune mancanze tecniche e narrative, ad alcune leggerezze e ai molti luoghi comuni... ma per me l'importante è che lì per lì, durante la visione, non me ne sia accorta...
Quindi ho pianto, ho riso, mi sono preoccupata e indignata, mentre mi sfuggivano le facce da oche delle suorine che non parlano, le strette di mano da soap opera, gli stereotipi dei "brutti ceffi"...
Ma il film è prima di tutto una denuncia, si dice che abbia dovuto fare in fretta a girarlo, Faenza, forse per mancanza di fondi, forse per altri impegni, in ogni modo questo film lo ha voluto fare, proprio voluto, e alla fine se molta gente è andata a vederlo e non si è accorta delle mancanze va bene...
Il cinema per me non deve essere affatto "impegno" prima di tutto, ma ogni tanto, su alcuni argomenti, non guasta, soprattutto se poi, oltre al messaggio, si gode anche della rappresentazione!
Insomma, un film da vedere.
Alla luce del sole - 2004 Regia: Roberto Faenza Cast: Luca Zingaretti, Alessia Goria, Corrado Fortuna
Min: 100
Il bene e il male si confondono in questo lungometraggio spagnolo.
Penelope Cruz è un angelo cattivo che cerca di dannare l'anima di un pugile, la stessa anima che Victoria Abril, angelo buono, vuole salvare. Le due si troveranno improvvisamente dalla stessa parte senza neanche rendersi conto che i loro principi contrari si stanno miscelando.
Gael Garcia Bernal, protagonista del mediocre I Diari della motocicletta, ma del bellissimo Amores Perros, è qui l'Amministratore Delegato dell'Inferno, mentre la splendida Fanny Ardant svolge il ruolo corrispondente in Paradiso.
Un film strano, che talvolta prende e altre forse un po' annoia, con la Cruz che fa il "maschiaccio" in maniera esemplare...
Sin noticias de Dios - 2002 Regia: Augustin Diaz Yanes Cast: Penelope Cruz, Victoria Abril, Fanny Ardant, Gael Garcia Bernal Min: 108
Ken Loach a me non è che poi stia sempre simpaticissimo, cioè, Terrà e Libertà mi ha fatto piangere, Riff Raff mi ha fatto incazzare, ma alle volte la sua retorica da classe operaia la trovo un po’ inutile e ridondante…
In Un bacio appassionato affronta un problema nuovo: i rapporti d’amore fra credenti in due religioni differenti e con riti e culture completamente differenti.
Come conciliare le esigenze della famiglia pakistana di Lui, che lo ha promesso in sposo ad una giovane ed avvenente pakistana indigena, e quelle di Lei, bella e libera insegnante di musica in un Liceo cattolico? Difficile, inimmaginalmente difficile. E molto interessante
Ma poi Loach si perde un po’ in scenette di amore e gelosia, e rappresenta senza remore il cliché del pakistano immigrato.
Manca di qualcosa questo film, ma comunque la visione è stata assai godibile.
Ae Fond Kiss – 2004 Regia: Ken Loach Cast: Atta Yaqub, Eva Birthistle Min: 104