Solo una parola, domani ne scriverò meglio. Ho avuto paura tornando dal cinema dopo La sposa turca, paura di tutto quello che mi circondava... ma poi ci ho pensato, era di me che avevo paura... della mia capacità di farmi del male.
Gegen die Wand - 2004 Regia: Fatih Akin
Cast: Sibel Kekinni, Guven Kyrac
Minuti: 123
Mi ha fatto sorridere e anche un po’ commuovere questo bel Così fan tutti, di Agnès Jaoui. Mi ha fatto sentire sciocchina e adolescente, e questo in un film mi piace molto. Il gusto degli altri, precedente pellicola della stessa regista, lo ricordo appena, anche se la sensazione è che fosse qualcosa di simile a un film di Kaurismaki, ma con un chè di francese. Beh, questo bel lungometraggio non ha il tocco surreale del regista finlandese, ma una concretezza “sognata” che tiene inchiodati allo schermo.
La storia è quella di Lolita, figlia di un noto scrittore, che non trova una strada su cui far svolgere la sua vita, che vive all’ombra del padre e della sua giovane moglie, che si sente - e talvolta è - usata dagli amici per il fatto di essere figlia di un personaggio famoso. Lolita è certamente una ragazza in difficoltà innanzitutto con se stessa e poi con un padre egocentrico e vittimista. Ma è proprio dal padre che lei prende molti tratti del suo carattere, gli stessi che non le consentono di vivere serenamente.
Si intreccia alla sua vicenda quella di Sylvia (interpretata dalla regista stessa), la maestra di canto di Lolita, e di suo marito, giovane e insicuro scrittore.
Ci sono alcune scene davvero ben fatte: quasi alla fine Sylvia si siede sul letto di fianco a suo marito, e quel semplice gesto dice moltissime cose di lei e del suo rapporto con consorte… allo stesso modo alcuni dialoghi e alcune finezze di regia comunicano un significato espanso rispetto alla forma.
Nella trama non c’è nulla di nuovo, ma lo svolgimento è davvero accurato e toccante.
Brava la giovane Marilou Berry e splendida la Agnès Jaoui in versione attrice.
Il momento di massima immedesimazione è stato quando lui dice a lei "come sei faticosa".
Caldo, poi freddo, colori flash, e la insistente pubblicità della LG…
Primo di novembre, ore 17.30, Anteo Spazio Cinema.
Fuori quasi piove, come tutti i giorni dell’ultimo mese.
Il film è visionario e retrò, ben fatto davvero, certo, meno appassionante del precedente In the mood for Love, ma ugualmente stupefacente, come Hong-Kong Express.
Il protagonista è un dandy degli anni '60, che si dibatte fra Singapore e Hong-Kong, e anche fra una folta schiera di donne, tutte speciali, tutte con una storia alle spalle di dolore e di amore. Un film sui ricordi che fanno male e sul passato che proprio non torna… con interessanti metafore futuriste. Gli ingredienti ci son tutti perché sia un capolavoro, ma il regista commette l’errore di disegnare la possibilità per lo spettatore di immedesimarsi in troppe situazioni, in troppi sentimenti, in troppi personaggi. Siamo amanti appassionati e amatori incongruenti allo stesso modo in cui ci sentiamo amorevoli e disamorati. Troppo per un film solo, troppe sensazioni contrastanti e si perde la possibilità di perdersi incoscientemente in un solo filo.
Molto interessante la struttura narrativa e il linguaggio cinematografico utilizzato, non nuovo ma ben costruito ed elaborato… e molto belle le musiche.
Wong Kar-Way mi è piaciuto sempre e continua.
Bravissimo Tony Leung Chiu Wai, e spleindida Gong Li.
2046 – 2004 Regia: Wong Kar-Way
Cast: Tony Leung Chiu Wai e Gong Li
Minuti: 129