È più facile per un cammello…**
Valeria Bruni Tedeschi alla regia crea un lungometraggio singolare, diviso fra l’ironico e il tragico. Il tema è quello, probabilmente scontato, delle differenze di classe, e del tormento di Federica, interpretata dalla regista stessa, per la sua troppa ricchezza. Un senso di colpa che la porta a confessare ad un prete il suo stato sociale come un peccato, e che la tiene vicina ad un uomo di estrazione proletaria che acuisce il suo disagio.
La famiglia di Federica è una caricatura: il padre, Roberto Herlitzka, grande interprete di Marianna Ucria, è forte e malato; la sorella, una isterica Chiara Mastroianni, è il punto debole della catena, la psicotica; la madre, Marysa Borini, è fredda e materialista; e il fratello è semplicemente un bambino di 40, viziato. In tutto ciò niente di nuovo, ma la sceneggiatura sviluppa dei dialoghi davvero interessanti e analizza la psicologia di Federica in maniera dettagliata; alcune sequenze sono davvero forti [penso al colloquio di Federica con sua madre, quando la figlia si alza dal divano, sporcato di sangue, e la madre la sgrida].
Non un capolavoro, ma una interessante opera prima.
È più facile per un cammello… - 2003
Regia: Valeria Bruni tedeschi
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Chiara Mastroianni, Marysa Borini, Roberto Herlitzka
Min: 110